Campo invernale presso la Comunità Archè del Ce.Re.So. – Sant’Alessio in Aspromonte

“Percorrere la strada” è complicato, non è semplicemente mettere un piede dietro l’altro e camminare con lo zaino in spalla. Definirla così sarebbe riduttivo e inesatto, perché il percorso, sterrato o no che sia, alla fine è solo una metafora. Non c’è bisogno di fare la promessa e diventare scout per “fare strada” perché tutti prima o poi ci mettiamo in viaggio, per strade diverse, con mezzi e tempi differenti. Il viaggio è parte integrante della vita di ciascuno di noi, perché dire viaggio è dire cambiamento, è il combattere fatica e nostalgia di casa per arrivare ad una meta. Esistono viaggi lunghi, viaggi brevi, solitari o in compagnia. E in questa route invernale abbiamo conosciuto un tipo differente da quello a cui noi rover e scolte siamo abituati. C’è una casa a Sant’Alessio in Aspromonte, una casa con un giardino e un enorme albero di Natale che si intravede dalla finestra, “Qui, insieme, una persona può, alla fine, manifestarsi chiaramente a se stessa, non come il gigante dei suoi sogni né il nano delle sue paure, ma come un uomo parte di un tutto con il suo contributo da offrire” (filosofia di “Progetto Uomo”) perché la casa di cui stiamo parlando ospita una famiglia inusuale: la Comunità Archè, una comunità terapeutica di riabilitazione. Qui vi abitano e convivono persone che hanno affrontato una strada più difficile delle altre, la dipendenza, una di quelle dalle quali, una volta entrati, si esce con difficoltà e sacrificio. È nel viaggio di uscita da questa strada che noi, rover e scolte del Clan Pentedattilo, li abbiamo accompagnati per un brevissimo tratto. Per due giorni la realtà dello scoutismo e quella della comunità si sono incontrate, due percorsi diversi fra loro, ma che possono dare tanto l’uno all’altro. Perché la comunità, abbiamo imparato, non è la banale e errata definizione a cui siamo abituati, ovvero quella di un gruppo di persone che vivono in uno stesso spazio. Comunità è confronto, è raccontarsi, è il camminare insieme verso un obiettivo comune. Non è sempre facile. Ognuno di noi ha le sue fragilità e i suoi tempi. Ed è qui che sta un ultimo grande insegnamento: stare al passo degli altri, anche quando questo diventa lento. Perché, alla fine, è quando cammini piano che riesci ad apprezzare la meraviglia che ti circonda.

Buona Strada a tutti

C.S.


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