Monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, arcivescovo metropolita di Reggio Calabria – Bova, ha inviato una lettera pastorale – in occasione del tempo di Avvento – a tutti i sacerdoti e le comunità parrocchiali della Chiesa reggina. In particolar modo, nell’analizzare i diversi tipi di incontro col Signore a disposizione dei fedeli – il presule si è voluto soffermare sul tema dei sacramenti.

 

Carissimi fedeli,

siamo in Avvento e la liturgia ci invita ad andare incontro al Signore che viene.

Gesù è già venuto sulla terra e tornerà come giudice alla fine dei tempi.

Noi siamo in cammino verso il cielo e l’incontreremo faccia a faccia al momento della morte. Oggi possiamo incontrarlo solo misticamente.

 * Incontriamo il Signore leggendo la sua Parola contenuta nella Bibbia,

   perciò siamo invitati a leggerla di più.

 * Incontriamo il Signore con le opere di carità: ecco l’Avvento di carità,

   indetto in tutte le Chiese.

 * Incontriamo il Signore nei sacramenti.

 Voglio approfondire con voi questa ultima possibilità di incontro: i sacramenti.

L’Avvento inizia sempre dopo l’avvio dell’anno pastorale, con l’inizio dei vari corsi di preparazione ai sacramenti, che sono tutti un incontro con Gesù, soprattutto l’Eucarestia.

Chiedo a tutti voi: è così che guardiamo ai sacramenti? È così che ci prepariamo ad essi, vivendoli davvero come un incontro con Gesù?

Cari Genitori: nel chiedere il battesimo per i vostri figli, desiderate veramente che essi appartengano a Gesù e lo seguano?

Cari Genitori: mandate i vostri figli al catechismo per la prima comunione e cresima perché essi si incontrino con Gesù e lo scelgano come maestro e guida? Oppure vi volete togliere un pensiero legato alla nostra tradizione religiosa?

Cari Giovani che vi preparate alla cresima, partecipate ai corsi per ricevere il dono dello Spirito per ritrovare e seguire la strada del Vangelo? Oppure avete bisogno di fare la cresima per ottenere un lasciapassare per sposarvi o fare da padrini?

Cari Giovani che vi preparate al matrimonio, volete la benedizione sulla vostra famiglia e intendete camminare nella legge del Signore? Oppure subite questa preparazione come un sacrificio da affrontare per sposarvi in Chiesa?

 A tutti chiedo: preparandovi a ricevere i sacramenti, cosa vi preoccupa?

  • I vestiti, i fotografi, i fiori, il ricevimento?
  • Oppure prevale il desiderio di incontrare il Signore?

 Se siete convinti che desiderate incontrare il Signore, accogliete e ragionate su queste riflessioni,   che vi propongo perché l’obiettivo religioso sia raggiunto attendendo il Vademecum con le norme sulla celebrazione dei sacramenti, che fra non molto la Diocesi proporrà a tutti, Sacerdoti e Fedeli.

 La celebrazione in Chiesa

Sia il vero motivo della festa. Perciò siate sobri, non sciupate denaro con sfarzo inutile. Non lasciatevi tentare dal confronto con il lusso degli altri. Alcune famiglie si indebitano per non sfigurare – secondo loro – davanti al lusso di altri. È un errore. Molti per questo motivo cadono nelle trame dell’usura, dalla quale è quasi impossibile uscire. L’oggetto della festa deve essere Gesù e l’incontro con lui, soprattutto nella prima Comunione. Perciò siate sobri nell’apparato esterno.

 I Fiori

La Chiesa non è un teatro o una sala da ricevimento. Bisogna conservare l’austerità religiosa che le compete. Spesso si eccede i fiorai vogliono imporre addobbi con elementi stravaganti estranei alla Chiesa  perché obbediscono a mode importate da altri ambienti, talvolta anche di cattivo gusto. Mi rivolgo particolarmente a questi professionisti per esortarli a non fare da padroni in Chiesa, pretendendo di fare quello che vogliono, solo perché «il committente vuole così».

 Fotografie e filmati

Fotografi e cineoperatori non devono trasformare la Chiesa in un set fotografico in cui si possa mettere tutto ciò che si vuole, solo perché i committenti lo chiedono. Nella casa del Signore bisogna rispettare le disposizioni liturgiche dettate dal Vescovo e non dalle mode commerciali che imperversano. Invito questi professionisti a non andare avanti e indietro per la Chiesa e a rispettare i momenti solenni della preghiera, senza fare foto durante la consacrazione e la comunione, magari invitando la gente a mettersi in posa. La Messa è la cosa più sacra delle nostre azioni liturgiche.

 La musica e i canti

Anche per la musica e i canti vale quanto detto per fiori e fotografi. Nessuno può derogare, superficialmente ed autonomamente, da quelle “norme” che, anche su questo ambito, la Chiesa si è data proprio per la salvaguardia della dignità religiosa dei sacramenti e del luogo sacro. I canti e gli strumenti per accompagnarli vanno concordati con il parroco, che deve mettere in atto le norme stabilite dal Vescovo o dal competente Ufficio Liturgico diocesano sugli strumenti musicali e sui pezzi eseguibili in Chiesa, che devono essere tutti del repertorio sacro. Bisogna evitare assolutamente gli assoli teatrali: la liturgia non è un’opera lirica.

Le offerte

Spesso ricorrete a me per lamentarvi quando qualche sacerdote vi chiede una somma fissa per la celebrazione dei sacramenti, ricordando anche che il Papa ha detto pubblicamente che tutto deve essere gratuito. Perciò chiedete che venga accettata la spontaneità dell’offerta.

La gratuità, però, riguarda la celebrazione del sacramento e non tutte le altre cose di contorno – alcune superflue, come già spiegato – che pure chiedete al Parroco per solennizzare l’evento, soprattutto quando coinvolgono terze persone, che devono essere gratificate per la prestazione che offrono. C’è da dire inoltre che l’offerta che viene data non ripaga il lavoro materiale che diverse persone fanno per farvi trovare una chiesa accogliente. In occasione dei Sacramenti si è prodigali nello spendere, senza batter ciglio, per ciò che non riguarda esplicitamente la celebrazione, e poi pesa solo l’offerta che bisogna dare in Chiesa?

Forse non tutti sanno che, nella nostra diocesi, ci sono molte parrocchie che, in un mese, faticano a raccogliere il denaro necessario per le spese ordinarie:  in tutte le parrocchie viene pubblicato il bilancio che è accessibile a tutti e da tutti consultabile.

Se vogliamo mantenere l’ottica della gratuità è necessario che maturi in tutti la coscienza della collaborazione e della partecipazione. Esortandovi a essere generosi, vi ricordo che è possibile:

  • Destinare l’8xMille delle nostre tasse alla Chiesa Cattolica. Da molto tempo è in atto una campagna disinformativa per indurre i fedeli a non firmare più, vi invito a informarvi bene per capire come vengono spesi questi soldi e quanto bene viene compiuto con essi;
  • Effettuare erogazioni liberali detraibili dalla dichiarazione dei redditi verso enti ecclesiastici;

A tutti ricordo che se è assolutamente vero che nessun sacramento è “pagabile” o vincolato ad una somma di denaro, perché la Grazia di Dio non ha prezzo, è altrettanto vero che la generosità – secondo le possibilità di ciascuno – è segno della sensibilità e della grandezza del cuore, non un corrispettivo per un servizio reso

Carissimi, vi invito a riscoprire il senso religioso dei sacramenti. La vera festa è l’incontro con il Signore. Non lasciatevi condizionare dal consumismo, che potrebbe farvi cadere in una spirale paurosa di debiti, dai quali poi non si esce e per i quali nessuna ‘Caritas’ vi potrà aiutare. Preghiamo il Signore che ci faccia capire questa verità.

Vi auguro di continuare con grande fede e impegno spirituale in questo Avvento andando incontro a Gesù che viene.

In unione di preghiere.

 

 + p. Giuseppe

Vostro Vescovo


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

AlphaOmega Captcha Classica  –  Enter Security Code