“Si sa, in questo mondo bisogna tutti aiutarsi l’un con l’altro” (Il Grillo Parlante, Pinocchio)

“Le favole sono per bambini.” tutti, almeno una volta nella vita ce lo siamo sentiti dire. E tutti tristemente, almeno per un po’ ci abbiamo creduto. Abbiamo creduto che un burattino non possa trasformarsi in un bambino vero, che non esista alcun paese dei balocchi e che i grilli non vadano in giro vestiti in smoking pronti ad ammonire bambini troppo pestiferi. Perché in fondo non siamo riusciti ad andare oltre le descrizioni che il narratore ci forniva, abbiamo visto in un burattino un pezzo di legno e in un grillo un semplice insetto. E non abbiamo tenuto in mente una delle regole fondamentali: ogni favola ha la sua morale. E quando ce ne accorgeremo e riprenderemo in mano quel libro di fiabe consapevoli di quello che abbiamo ricordato, non sembrerà più una faccenda da bambini. Perché rivedremo in quel burattino noi stessi e la voglia di riuscire a diventare persone vere, in Geppetto il padre che è amore e perdono che ci ha creati scommettendo su di noi, vedremo in quel grillo le persone che ci hanno sostenuto e che ci hanno tenuto la mano per tutta la strada. Già, perché tutti prima o poi ci mettiamo in viaggio e percorriamo un tratto di strada. Chi più, chi meno, tutti sono costretti a prendere lo zaino e partire. E quando si parte, è verità, non si torna più gli stessi. E allora diventiamo consapevoli che il viaggio di Pinocchio e anche il nostro viaggio, il viaggio verso noi stessi. Banale no? Come abbiamo fatto a non capirlo prima? Forse perché basiamo tutto su quello che vediamo. Ma se provassimo a chiudere gli occhi e fidarci di chi ci tiene la mano, scopriremmo che c’è di più. È questo che la Strada insegna a chi parte. È questo che la Route di quest’anno ci ha insegnato. Ci ha insegnato la fiducia, abbiamo imparato a camminare al passo del nostro compagno aiutandolo se diventava troppo incerto, abbiamo conosciuto le sue debolezze e ad amarlo per questo ma soprattutto abbiamo scoperto i suoi talenti. Abbiamo imparato a chiedere aiuto senza vergogna se lo zaino diventava troppo pesante. E anche se più breve delle altre questa Route è stata capace di sorprendere e far sorprendere, non solo degli altri ma anche di se stessi. Per chi credeva di non riuscire e ce l’ha fatta, per chi ha affrontato nuove sfide e per chi ha scoperto talenti che credeva di non avere. E sapete una cosa? Anche se tutto questo implica lo spostarsi sempre e di continuo è facile sentirsi a casa. Basta una canzone cantata intorno al fuoco, con le persone con cui abbiamo condiviso la giornata. E allora, arriva il momento di alzare gli occhi al cielo e guardare le stelle, quelle sono fisse e ci guidano, sempre.  Buona strada a tutti.

 

 


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