“Il cavaliere è l’uomo che percorre il tremendo cammino del sacrificio per un fine superiore.”

Plinio Correa De Oliveira.

Partiti da Melito Porto Salvo il 4 agosto 2017, i ragazzi del Clan Pentedattilo, accompagnati dai propri capi, si sono recati all’aeroporto di Lamezia Terme, per dare inizio alla tanta attesa route estiva, che si sarebbe conclusa l’8 agosto. La tematica dell’intera route, come riportata dalla frase di Plinio Correa De Oliveira, è stata infatti la vita o meglio l’organizzazione dell’ordine dei Cavalieri, bello specifico dei Cavalieri Templari. Giocando con i Templari e sulle tracce di San Francesco, i ragazzi sono stati letteralmente catapultati nel passato, trasformandosi in veri e propri cavalieri alla ricerca del tanto combattuto Sacro Graal. Arrivati il 4 agosto a Chiusi La Verna, in Toscana, hanno passato la notte in una casa accoglienza, pronti ad iniziare il nuovo giorno con la massima grinta, degna di ottimi cavalieri.
Il giorno dopo i ragazzi, dopo alcune tappe di iniziazione, sono partiti: destinazione San Sepolcro. La strada verso San Sepolcro si è mostrata abbastanza tremenda, ricca di salite ripide e altrettante discese, tra pietre, rocce e terra aspra. Ma ciò non ha fatto paura ai ragazzi, che si sono rimboccati le maniche e sono riusciti con forza ad arrivare al proprio obiettivo, una sede scout al centro di San Sepolcro. Dopo essersi rinfocillati e aver gustato la tanto amata cena, i ragazzi sono stati divisi in due gruppi e spediti per le vie della cittadina alla ricerca del Sacro Graal. Dopo svariate ore di ricerca, tra vie strette e buie, tra indovinelli vari e corse all’ultimo respiro, anche in mezzo alla gente, i ragazzi hanno trovato un libricino, il Vangelo e si sono accorti che non poteva esserci ritrovamento migliore se non la parola si Dio, ovvero l’amato Sacro Graal.
Il 6 agosto i capi, abbastanza clementi, hanno deciso che la destinazione prossima dei cavalieri sarebbe stata, solo per una volta, tranquilla e minima di sforzo. Così arrivati a Gubbio si sono sistemati all’interno di un oratorio e essendo venuti a conoscenza dell’azione di San Francesco verso quel lupo, temuto dalla gente, che successivamente, grazie alla luce divina è diventato amico della popolazione, si sono spinti con grande curiosità in giro per il paesino, alla ricerca di ciò che di più interessante poteva riservare lo stesso. La sera i gruppi creati il giorno prima si sono trovati in competizione tra di loro in una serata di combattimento agguerrito, tra gavetta e fornellini, per la creazione di un piatto prelibato, degno di cavalieri Buon gustai. Dopo alcune attività movimentate, finalmente cala il silenzio e tutti i cavalieri possono finalmente riposare, incoscienti di ciò che sarebbe successo il giorno dopo. Il giorno seguente, infatti, arrivati da Gubbio a Val Fabbrica, sono stati sottoposti ad una faticosa prova di resistenza al cammino, che li avrebbe portati ad Assisi. E finalmente dopo 7 ore si strada, sotto un sole cocente, sono giunti alla Basilica di Santa Maria degli Angeli, dove sono stati accolti dal ordine ecclesiastico delle suore clarisse e ospitati in un grande salone all’interno della loro struttura. Dopo un breve riposo, hanno avuto modo di visitare i punti più importanti della città. La sera, dopo un’attività di logica cavalleresca, hanno potuto esprimere le proprie considerazioni riguardo questa route. Il giorno dopo i cavalieri avevano come unica meta tornare ai propri castelli e alle proprie tenute, ricordando quello che di più bello ha permesso quest’uscita: vivere insieme in difesa di Lui.
Ci si potrebbe domandare perché percorrere tanta strada alla ricerca di qualcosa ancorato nel passato, spesso definito leggenda. Eppure sulle orme di San Francesco, questo cammino aspro e difficoltoso, chiamato Via Francigena, ha segnato, in un certo senso, nel profondo il gruppo che, seppur affaticato e spesso demoralizzato a causa di ciò che gli si presentava davanti, ha continuato il proprio sentiero, dritto e spedito alla propria meta, quella parola di Dio, diffusa in tutto il mondo e difesa da cavalieri degni della stessa e pronti a difenderla a costo della propria vita!
A.M.
 

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