Giornata ricca e intensa di spunti di riflessione e preghiera, quella trascorsa dal gruppo famiglie della parrocchia di San Giuseppe di Melito di Porto Salvo a Paola e a Rende.

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Nonostante la temperatura non certamente gradevole, il gruppo è stato ricevuto da una delle guide del Santuario calabrese, che l’ha guidato lungo tutto l’itinerario francescano del convento, illustrando nei minimi dettagli quelle che sono state le varie fasi della vita di San Francesco di Paola.

Percorrere i luoghi nei quali il Santo ha trascorso la sua vita e compiuto gli innumerevoli miracoli, ha significato interrogarsi su quello che è stato il cammino percorso da chi si è donato interamente a Dio nella povertà più assoluta.

La fontana della Cucchiarella, la bomba, la fornace, il ponte del diavolo, il macigno, la cella del Santo, il chiostro sono stati i luoghi visitati e lunghi i quali è emersa sempre più l’impronta e l’opera svolta dal Santo.

Consumato il pranzo al sacco, la meta successiva è stato il Monastero delle Suore di Santa Chiara all’Immacolata a Rende, meglio conosciute come “Clarisse” dove la comitiva è stata ricevuta dalle suore.

Solo pochi chilometri, superato il valico della Crocetta, separano il convento di San Francesco di Paola da quello delle Suore di Santa Chiara. Cambia il contesto geografico, non la fede che si respira nel convento dei Frati Minori Osservanti costruito nel 1533, con l’annessa chiesa della Madonna delle Grazie, e che oggi ospita le Clarisse.

Non ci sono parole, per descrivere questo momento di grazia e di preghiera, che si è svolto nel silenzio più assoluto tra le mura del convento. Dopo la recita dell’ora nona e del Santo Rosario, le suore hanno ricevuto in udienza il gruppo. E’ stato un momento vivo ed intenso trascorso a raccontarsi ed a cogliere attraverso le parole delle Clarisse, quello che il Signore ci vuole dire nella quotidianità attraverso gli insegnamenti che ci vengono dal vivere il vangelo nella nostra parrocchia.

Ancora una volta, dopo le esperienze vissute visitando negli altri anni altri monasteri di clausura, le persone che hanno partecipato al viaggio, hanno avuto modo di toccare con mano l’autenticità di una fede raccontata e vissuta dietro una grata; ennesimo insegnamento, questo, che ha ridestato la fede e la speranza, di chi era presente.

Prima di riprendere la strada del rientro, la serata si è conclusa, con la recita dei vespri e la celebrazione della Santa Messa, alla fine della quale, Don Domenico De Biasi che ha presieduto la liturgia eucaristica ha avuto modo di ringraziare le suore per l’ospitalità e l’opportunità che ci hanno dato di vivere.

D.M.


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