In occasione dell’imminente festa, pubblichiamo un interessante approfondimento sulla vita di San Gaetano Catanoso

(estratto dal Periodico bimestrale “Notizie dalla Sorgente” )

San Gaetano Catanoso

Parroco, padre, riparatore.

Gaetano Catanoso è nato a Papisca di Chorio (RC) il 14 febbraio 1879. I suoi genitori erano proprietari terrieri e il ragazzo crebbe in una famiglia ricca di fede e di figli.  In Seminario, i superiori temono che non arrivi all’altare, ma lui, stupendo tutti, cresce in modo così brillante che dirà di se stesso: “Anche l’asinello ce l’ha fatta”. È ordinato sacerdote a Reggio Calabria il 20 settembre 1902. E’ così contento quel giorno che esclama:  “O parenti, e amici chiamati a prender parte alla mia festa, pregate il Cuore di Gesù che mi renda santo”.  Giura di non commettere mai alcun peccato deliberato né mortale né veniale e di stare alla presenza di Dio ogni istante della sua vita.  Nel 1904, a soli 25 anni, è parroco a Pentidattilo, un piccolo borgo sull’Aspromonte, dove rimarrà fino al 1921. E’ innamorato di Dio e, dopo aver celebrato ogni S. Messa, centro della sua giornata e della sua vita, trascorre gran parte del suo tempo in chiesa, in adorazione a Gesù Eucaristico.  Confessa a lungo, ogni giorno, e presto si rivela un ottimo Direttore Spirituale: non vengono soltanto i parrocchiani al suo confessionale, ma molti dei dintorni e da lontano, anche molti confratelli sacerdoti. Si dedica con amore di padre alla sua gente, ai bambini e ai ragazzi, agli anziani, ai malati, ai più poveri. Istruisce i giovani con una scuola serale gratuita, chiama i fedeli a prender parte alla S.Messa, in modo consapevole e fervoroso. E’ inviato a predicare missioni e a confessare in altre parrocchie della diocesi e fuori diocesi. Diventa la guida di tanti sacerdoti, di religiosi e di suore, di anime consacrate.  Nel 1915, quando già gode fama di santità, inizia a stampare un periodico per i consacrati: “L’ora eucaristica sacerdotale”. Nel 1918, incontra don Luigi Orione, che si era distinto per la sua carità durante il terremoto di Messina e Reggio Calabria, e s’infiamma di nuovo zelo apostolico.  Nell’agosto 1843, Papa Gregorio XVI a Roma ha istituito la Confraternita del Volto Santo di Gesù, al fine di riparare le offese contro di Lui, soprattutto la bestemmia. Così il 27 ottobre 1845, nasce a Tours il movimento della riparazione al Volto Santo di Gesù. Don Gaetano ne viene a conoscenza e nel 1918 si iscrive al sodalizio dei Missionari del Santo Volto di Tours.  L’anno seguente erige nella sua parrocchia la Confraternita del Santo Volto: “Uniamoci nella devozione al Volto Santo, per riparare i nostri peccati, in primo luogo la bestemmia e la profanazione della festa, per la conversione dei peccatori. Vogliamo diventare anime riparatrici, contribuire al trionfo della Chiesa, partecipare alle sublimi ricompense promesse da Nostro Signore”.

Come Veronica per Gesù.

Dal 1921 è parroco di S.Maria della Purificazione a Reggio Calabria. Nella sua parrocchia realizza un centro irradiante di vita eucaristica, divulgando con ogni mezzo l’amore al Volto Santo di Gesù, adorato nella Santissima Eucaristia, sua presenza reale e Sacrificio al Padre, servito nei fratelli più poveri. Continua la sua itineranza di predicatore per la diocesi e per la Calabria. Attorno a lui nasce un vasto sodalizio di anime.  È cappellano delle carceri e dell’ospedale di Reggio, Direttore Spirituale del Seminario diocesano, poi canonico penitenziere in Cattedrale. Nelle sue predicazioni attraverso l’Aspromonte, incontra numerosi ragazzi che non possono realizzare la loro vocazione sacerdotale per mancanza di mezzi: don Gaetano dal 1921 fa nascere l’Opera “Vocazione per i chierici poveri” e ne conduce diversi al sacerdozio. Nel medesimo tempo, progetta un’altra grande opera. Nel 1934, benché già minato nella salute, ma indomabile per il suo amore a Dio e per il suo zelo per la salvezza delle anime, fonda una famiglia religiosa votata alla preghiera riparatrice, all’evangelizzazione e all’assistenza della gioventù, a cominciare dall’infanzia, degli anziani, raggiungendo paesi sperduti di montagna, privi di strade e abbandonati sotto ogni aspetto.

Nascono così le Suore Veroniche del Santo Volto di Gesù, perché “come la Veronica asciugò il Volto piagato di Gesù sulla via del Calvario, esse lo adorino, e lo amino perdutamente nell’Eucaristia e gli asciughino le lacrime e le piaghe nei più poveri e nei più soli”. 

Tutti ormai lo chiamano “Padre”: è davvero il Padre delle anime, dei sacerdoti, dei consacrati e anche dei peccatori. Lo leggono con attenzione sul suo bollettino “Il Volto Santo” da cui imparano la sua spiritualità e il suo stile di vita. Lo ascoltano nella sua predicazione semplice e ardente. Trovano consolazione e coraggio dalla sua affezione alla Madonna, da lui amata e seguita soprattutto nel messaggio da Lei rivelato a La Salette, nel 1846, con l’invito forte alla conversione dal peccato, alla riparazione dei peccati dell’umanità, al ritorno continuo a Dio.  Anche i suoi Arcivescovi, da quello che lo ha ordinato a Mons. Giovanni Ferro, giunto in diocesi nel 1950, lo guardano con ammirazione e venerazione, come guida e Padre Spirituale amabile e autorevolissimo: sarà Mons. Ferro ad approvare il 25 marzo 1958, le Suore Veroniche e ad accogliere l’ultimo progetto di don Gaetano: la costruzione del Santuario del Volto Santo che dovrà diventare, secondo le sue parole, “il centro dell’adorazione perpetua e della riparazione contro la bestemmia e la profanazione della festa”.

Tabernacolo vivente.

La sua predicazione, i suoi scritti sono un mare di luce e di amore, più splendente del mare che circonda la sua terra. “Se vogliamo adorare il Volto Santo di Gesù e non solo la sua immagine, questo Volto noi lo troviamo nella divina Eucaristia, dove nel Corpo e nel Sangue di Gesù, si nasconde il Volto di Nostro Signore, sotto il bianco velo dell’Ostia santa”. “Non lasciate passare un giorno senza aver parlato del Volto Santo. Fate comprendere il dovere della riparazione e la vostra parola sia come il lievito che fermenta la farina”. “Amate Gesù Sacramentato. Non lo dimenticate mai. Non lo lasciate solo nel Tabernacolo, andate a visitarlo. Non è l’immagine di Nostro Signore, come l’immagine di un santo, ma è la realtà: Gesù vivo in Corpo, Sangue, Anima e Divinità. Andate, parlate con Gesù, discorrete con Gesù, vivete di Gesù, consolate Gesù, fate tutto con Gesù, allora porterete Gesù alle anime”. “Pregate la Madonna. Quando la Madonna si volle manifestare afflitta e amareggiata, comparve con il Rosario in mano. Non dimenticate Lourdes, La Salette, Fatima. La Madonna parla anche di grandi castighi e chiede preghiere e penitenza. Consoliamo il Cuore della Mamma. Amate la Madonna e nella vostra vita sarete felici”.
Nella sua lunga vita, le difficoltà e le umiliazioni non gli sono mai mancate, ma lo sostiene una fede eroica nel Signore Gesù, ogni giorno più amato e vissuto fino all’identificazione con Lui:  “Non scoraggiatevi, il Signore ci vuole tanto bene, le sofferenze passano, il premio per il Cielo rimane. Coraggio e avanti nel Signore”.  P.Gaetano Catanoso va incontro a Dio al sorgere del 4 aprile 1963, giovedì della Passione del Signore. Chi lo conosce, lo definisce una luce che brillava, la bontà in persona, un tabernacolo vivente di Dio. “Lo trovavo sempre con il Rosario in mano”, dirà di lui il suo Arcivescovo Mons. Ferro. La sua fama di santità dilaga, confermata dalla prodigiosa guarigione di una Suora, avvenuta il giorno stesso della sua morte.  Nel 1997 Papa Giovanni Paolo II lo iscrive tra i beati, e Papa Benedetto XVI lo proclama santo.  Il bambino partito sull’asino per farsi prete, è giunto alla gloria degli altari e ad una straordinaria irradiazione di Verità e di luce sul nostro tempo: anche oggi, più che mai, siamo assetati di Dio e cerchiamo il Volto Santo di Gesù, il Figlio suo, nostro Salvatore, unico Salvatore.

Ubaldo  


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