Seguendo l’invito di Papa Francesco “Io vedo con chiarezza che la cosa di cui la Chiesa ha più bisogno oggi è la capacità di curare le ferite e di riscaldare il cuore dei fedeli, la vicinanza, la prossimità. Io vedo la Chiesa come un ospedale da campo dopo una battaglia” la comunità parrocchiale di San Giuseppe ha organizzato per la settimana della novena del Santo Patrono, una missione parrocchiale, con l’intento di fare giungere fino agli estremi confini del territorio parrocchiale la presenza del falegname di Nazareth.
Da ieri, le attività programmate nei quartieri della nostra parrocchia hanno finalmente preso inizio. Una Chiesa “accampata” come un “ospedale da campo” per curare le ferite della fede è ciò che Papa Francesco, e noi come comunità parrocchiale potremmo dire non solo lui… 😉 , ha chiesto sin dall’inizio.
Una Chiesa che esercita in un ambiente ristretto, chiuso, a null’altro serve se non a entrare in logiche che alla fine la soffocano e la snaturano per quella che è la sua missione originale.
La tenda, nella tradizione dell’Esodo, è il luogo in cui Dio incontra il suo popolo, il luogo in cui la comunità s’incontra intorno all’Arca dell’Alleanza, il luogo in cui, nel deserto, il popolo sperimenta la presenza di Dio.
Nel vangelo di qualche domenica fa, si leggeva: «Signore, è bello per noi restare qui; se vuoi, farò qui tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia».
Un’altra occasione per riflettere sulla presenza di Dio tra noi, in questa tenda itinerante, che ci conduce a Gesù eucaristia centro visibile dell’amore del Padre a noi.
Una Chiesa che si apre dal luogo in cui la potenza di Dio si rivela. Una tenda, è una Chiesa che ha scelto di rimanere fedele alla logica del servizio, è il segno che il Dio della promessa sta con il suo popolo.
Viviamo questo triplo tempo di grazia come occasione propizia per cogliere l’invito che la Chiesa ci fa in questo tempo di Quaresima, nell’anno della Misericordia nell’attesa della festività del nostro Santo patrono, San Giuseppe.
La tenda della nostra parrocchia, sarà presente Lunedì 14 e Mercoledì 16 Marzo nella zona di Porto Salvo, Martedì 15 cortile dell’ospedale e Giovedì 17 Marzo in zona Lembo-San Leonardo.
Come i pastori andarono “senza indugio” in una grotta a trovare Gesù, andiamo anche noi a trovarlo nelle tenda preparata per LUI.

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1 commento

Domenico · 13 Marzo 2016 alle 9:41 pm

La cosa che mi colpisce nel vangelo del tempo di Natale, come anche in questa ultima frase, è: “…Come i pastori andarono … “senza indugio” …
Forse è questa parola che nella quotidianità rallenta il nostro credere, il nostro affidarci a LUI poichè siamo sempre pronti a crearci delle ragioni intorno alle quali avere una “giusta” scusa per non andare.
Leggiamo nel capitolo 9 del vangelo di Luca: «Signore, concedimi di andare a seppellire prima mio padre», «Ti seguirò, Signore, ma prima lascia che io mi congedi da quelli di casa».
Decidere per LUI, come dice e fa Simone, vuol dire: “sulla tua parola getterò le reti”. Ciò equivale a un “subito” non a indugiare per farlo.
Spero proprio, che imitando Simone, possiamo anche noi andare verso quella tenda, che significa andargli incontro.

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